Caro amico, bevitore di birra,

Vorrei ascoltassi il mio appello, il mio e quello di tutti i birrifici, produttori, bar, pub, beershop che si aggregheranno a questa iniziativa.

Riguarda me, riguarda noi, ma se avrai la pazienza di ascoltarmi scoprirai che sei TU il vero protagonista.

Saltiamo indietro, al primo caso, il primo pallino rosso che ha dato inizio a tutto nella nostra Italia.

Il nuovo anno si era appena affacciato, e molti di noi ancora stavano smaltendo i bagordi del periodo Natalizio.

Se sei qui sono certo che abbiamo un modo di goderci la vita con diversi punti in comune, specialmente enogastronomici.

Siamo in Italia, dopotutto.

E’ il periodo in cui programmi l’anno, cominci a contattare gli eventi, a crearne, riprendi a girare come una trottola perché in realtà in termini organizzativi la bella stagione è già alle porte, pensi ai lanci delle nuove birre, alle tasse, a tutte le persone che incontrerai quest’anno e che farai sorridere.

E’ il momento in cui, nuovamente, come il primo giorno, ti rimbocchi le maniche e ti prepari a dare tutta la tua forza d’animo per la tua scelta di vita, La Birra.

Nessuno si aspettava di arrivare a quello che stiamo vivendo adesso.

Il “primo contagio” ha cominciato ad agitare la rete ed i media, sulla scia di quanto stava succedendo in cina.

Non sembrava potesse avere effetti devastanti, non sembrava potesse arrivare così vicino a ognuno di noi..

Ma è successo, i pallini rossi hanno cominciato a moltiplicarsi in modo incontrollabile.

Piu’ si cercava il virus piu’ lo si trovava.

E’ stato allora che la tortura ha avuto inizio, una tortura lenta, lunga, che ancora non ha raggiunto il suo apice e che ci sta mettendo in ginocchio.

Abbiamo cercato di blindare il virus, di arginarlo, di limitare le vittime.

Prima 10 comuni, ma i contagi aumentavano.

Poi le scuole, ma i contagi aumentavano.

Abbiamo cominciato a diminuire i contatti, la socialità, a chiudere gli esercizi aperti al pubblico, ad usare piu’ precauzioni, ma i contagi aumentavano.

Abbiamo deciso di privarci della nostra libertà, di fare i sacrifici necessari ad aiutare i nostri medici, i nostri infermieri e le nostre strutture che si sono trovate a far fronte a una guerra alla quale non erano adeguatamente preparate.

Ma i contagi aumentavano.

Dopo solo 3 giorni da quella che pareva la stretta di vite piu’ forte che si potesse dare, ci siamo resi conto che non era sufficiente, serviva di piu’ e di piu’ è stato fatto.

Chiusura totale, bisogna farlo, “dobbiamo fermare il virus” ci è stato detto.

E così siamo arrivati a questo, a una quasi totale chiusura del paese.

Ora, ti starai chiedendo, perché ti abbia raccontato una storia che già conosci, perché la stai vivendo come la stiamo vivendo tutti, giusto?

Non vogliamo polemizzare, non abbiamo intenzione di mettere parola su come è stata e sta venendo gestita l’emergenza, non vogliamo nemmeno lamentarci.

Vogliamo SALVARE LA BIRRA.

Il percorso che ci ha portati fino a qui, sta colpendo duro e in pieno stomaco la nostra intera filiera.

Sta ancora andando verso il basso, ma prima o poi rimbalzerà.

Bar, pub, ristoranti, associazioni, brewpub, eventi, feste, chiusi/annullati/bloccati.

Chi ci allieta i giorni e le serate, i nostri publican, non ha possibilità adesso di lavorare.

Andando in giu’ c’è la distribuzione, coloro che si occupano di raccogliere ed approvvigionare i nostri locali preferiti e che, per diretta conseguenza, non possono lavorare.

Arriviamo ai produtorri, birrifici, beerfirm e brewpub.

Produttori della bevanda “sociale” per antonomasia che, per diretta conseguenza, non possono lavorare né continuare a produrre.

L’ultimo tassello, produttori e distributori di materie prime, non c’è bisogno che ti spieghi cosa sta accadendo, giusto? Si stanno bloccando.

Beh, starai dicendo, molta gente si sta attrezzando per consegnare a domicilio, visto che si può ancora fare, dovrebbero farlo tutti giusto?

Si, questo è giusto, anzi giustissimo.

Ed è proprio così che salveremo la birra..ma, permettimi una domanda.

E’ davvero possibile, e credibile, che riusciremo a salvarci guerrigliando e sbraitando in rete la consegna a domicilio?

Io non credo, noi non lo crediamo.

Perché non è sufficiente, né per un bar, né per un pub, ristorante o un beershop, ma nemmeno per un birrificio vendere solo ed esclusivamente nella sua zona, spendere denaro per fare pubblicità per cercare di svuotare il magazzino e magari poi non poter produrre.

Abbiamo bloccato la filiera, abbiamo incastrato un bastone nell’ingranaggio che non può funzionare cercando solamente di cambiare il percorso.

Se una fermentazione non parte perché si infetta, non è sufficiente buttare un altro lievito e cambiare il fermentatore per cercare di non buttare via quel mosto, quella birra alla fine sarà comunque una schifezza infetta.

Ed è questo ciò che ci aspetta, quando tutto questo finirà la nostra Italia sarà ancora infetta e la cosa non ci piacerà.

In questi casi bisogna rifare la cotta, sacrificarsi, lavorare un’altra giornata per rifare il mosto.

E’ in questo modo che salveremo la birra.

Abbiamo abbassato le armi tra noi, per fare fronte comune contro un nemico piu’ grande.

Sappiamo che non ci aiuteranno, sappiamo che non potremo recuperare ciò che stiamo perdendo in questi giorni, sappiamo che questo tempo non ci sarà mai ridato.

Ma siamo italiani, siamo operatori di quel settore che serve a riempire le nostre vite, a regalarci quella felicità unica e sincera fatta di piccoli immensi momenti.

Siamo persone, che sanno che possono farcela.

Per questo abbiamo deciso unire le forze, di contattare ogni locale che ha deciso di offrire alla sua clientela i nostri prodotti.

Insieme, abbiamo deciso fare i sacrifici necessari per superare questa crisi, tutti.

Per fare in modo che meno persone, famiglie ed attività possibile escano distrutte da questa situazione.

In questo momento tutti parlano di solidarietà, ma solo della propria, ed è questo quello che vogliamo cambiare.

Per fare in modo che quando tutto sarà passato, la nostra vita possa davvero riavviarsi verso la normalità.

Per fare in modo di trovare ancora aperto il nostro locale preferito, il nostro birrificio preferito.

Per non sentire un amico che ha perso il lavoro, o che ha dovuto chiudere o portare i libri in tribunale, a causa di questa pandemia che nessuno di noi ha voluto.

Per questo ti ho detto che sei TU, il vero protagonista.

Noi siamo in tanti e ciò che possiamo fare è continuare a mettere a disposizione i nostri prodotti.

A disposizione di tutti.

Vogliamo sostenere tutta la filiera e questo potremo farlo solamente se saremo coesi.

Solamente con l’aiuto di tutti quanti.

Comprare qui le vostre birre mentre questa pandemia costringe tutti quanti a stare in casa, significa aiutare ogni locale, ogni produttore, ogni distributore, ed ognuno di noi.

Su questo sito troverai diversi birrifici, puoi comprare la birra che vuoi, da chi vuoi.

Ogni euro di guadagno sarà però suddiviso tra tutti gli aderenti a questa iniziativa, birrifici, pub, bar, ristoranti, beershop, brewpub, beerfirm, associazioni.

Tutti coloro che fanno parte di questa iniziativa e della nostra filiera riceveranno un aiuto diretto, in denaro, per superare questo momento.

Noi crediamo che questo sia l’unico modo per poter dire davvero che uniti si vince.

Abbiamo messo sul piatto tutto ciò che abbiamo, ora dobbiamo solo essere tutti insieme.

Scegli le tue birre e aiutaci a salvare la birra.